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Anna Palmer: il DNA sotto le unghie risolve il delitto
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Anna Palmer: il DNA risolve il delitto dopo tredici anni

scientifica prove foto

L’omicidio della bambina Anna Palmer nel 1998, il DNA conservato per anni, l’identificazione di Matthew John Breck e la condanna all’ergastolo.

La sera del 10 settembre 1998, Anna Palmer, dieci anni, venne trovata dalla madre sul portico della loro abitazione di Salt Lake City, nello Utah. La bambina era stata vista poco prima mentre tornava a casa dopo essere stata da alcuni amici.

Anna era stata colpita cinque volte al collo con un’arma da taglio. L’aggressione era avvenuta in una zona trafficata e vicino a una scuola dove quella sera era in corso un evento, ma nessuno fornì agli investigatori una testimonianza diretta del delitto.

La polizia interrogò residenti e conoscenti, distribuì volantini e fece pubblicare cartelloni con la fotografia della bambina. Nonostante la grande attenzione pubblica, l’identità dell’assassino rimase sconosciuta per oltre undici anni.

Operatori forensi presenti sulla scena del crimine
Squadra di esperti forensi sulla scena del crimine – newsmondo.it

Anna Palmer: il DNA conservato sotto le unghie

Durante l’autopsia erano stati conservati campioni prelevati dalle unghie di Anna. Le prime analisi avevano evidenziato la presenza di materiale genetico appartenente a più persone, ma la tecnologia disponibile non aveva consentito di ricavare subito un profilo maschile utilizzabile.

Nel 2009, nuovi esami eseguiti da Sorenson Forensics riuscirono a separare il DNA della bambina da quello rimasto sotto le sue unghie. Il profilo ottenuto venne inserito nel sistema nazionale CODIS dell’FBI e risultò compatibile con quello di Matthew John Breck.

Breck aveva 19 anni nel 1998 e abitava nello stesso quartiere. Non era stato considerato un sospettato durante la prima fase dell’inchiesta. Quando arrivò la corrispondenza genetica, si trovava già detenuto in Idaho per un diverso reato sessuale commesso contro una minorenne.

La confessione e l’ergastolo senza libertà condizionale

Nel gennaio 2010 la Procura incriminò Breck per omicidio aggravato e per altri reati. L’uomo venne trasferito dall’Idaho allo Utah e sottoposto al procedimento giudiziario.

Il 12 agosto 2011, anziché affrontare il processo, Breck si dichiarò colpevole dell’omicidio aggravato di Anna Palmer. Nell’ambito dell’accordo, le ulteriori imputazioni furono ritirate e l’accusa rinunciò a chiedere la pena di morte.

Il giudice lo condannò immediatamente all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. La responsabilità dell’uomo non si basa quindi soltanto sulla corrispondenza genetica: è stata riconosciuta dallo stesso Breck attraverso una dichiarazione formale di colpevolezza.

Dopo quasi tredici anni, il caso si chiuse grazie alla conservazione dei reperti e ai progressi delle analisi forensi.

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ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2026 21:35

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